Sentieri glaciologici

I sentieri glaciologici sono una proposta di fruizione "intelligente" dell'ambiente alpino: con un impatto ambientale pressoché nullo il visitatore è guidato in luoghi di suggestiva bellezza, alla scoperta e all'osservazione di una serie di elementi naturali legati al passaggio dei ghiacciai. Tracciati su preesistenti percorsi, identificati da segnali azzurri ed illustrati da indicazioni sotto forma di targhe e cartelli, questi sentieri hanno caratteristiche molto diverse tra loro, pur concentrandosi sull'ambiente montano e sugli aspetti glaciologici-geomorfologici del paesaggio.

L'ambiente naturale tipico di queste quote, da sempre condizionato dalla presenza dei ghiacciai, riflette gli stretti legami tra il ghiaccio, la geomorfologia, la botanica e la vita dell'intero ecosistema d'alta quota. Percorrendo i sentieri glaciologici con un pizzico di curiosità, l'escursionista può sviluppare la propria capacità di osservazione, scoprendo e cercando di capire gli elementi e i processi naturali che caratterizzano l'ambiente alpino.

Una vera e propria esperienza di lettura del territorio è realizzabile con le visite guidate (per le quali il Servizio Glaciologico è sempre disponibile) o con l'aiuto delle numerose pubblicazioni esistenti. Tra le varie guide che illustrano i percorsi della Valmalenco, si segnalano le brochures specifiche edite dal Servizio Glaciologico in collaborazione con i Comuni di Chiesa Valmalenco e di Lanzada.



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Il sentiero Luigi Marson, nato nel 1996 con la collaborazione del Comune di Lanzada, avvicina il grande pubblico allo splendido ambiente naturale in cui è inserito il Ghiacciaio di Fellaria, uno dei maggiori delle Alpi Centrali italiane con le sue due effluenze, Occidentale ed Orientale.
Due percorsi consentono a escursionisti, visitatori e turisti di risalire il ramo orientale dell'alta Valmalenco fin nel cuore del gruppo del Bernina, unico "quattromila" delle Alpi Centrali

Il Sentiero Glaciologico è strutturato su due percorsi (A e B) che partono dal rifugio Bignami (2401 m). Entrambi sono alla portata di ogni escursionista ma, essendo tracciati in alta quota, richiedono un minimo di attenzione e di prudenza, soprattutto in caso di improvviso maltempo.
Il percorso "A", più bello ma più difficile, ricalca quello della variante 6a dell'Alta Via della Valmalenco: dal rifugio ci si muove verso N; passato un torrentello si prosegue per pascoli che risalgono fino all'antica morena laterale destra del ghiacciaio. Da qui, seguendo il filo di cresta, ci si dirige verso un laghetto senza nome da cui si domina il settore più occidentale del ghiacciaio.
Sulla cresta della morena è posto un "Punto panoramico" con targa illustrativa. L'itinerario prevede il ritorno al rifugio per il medesimo sentiero; è però possibile, seguendo le indicazioni, scendere lungo il fianco della morena per collegarsi al sentiero “B”.

Il percorso "B" ricalca lo stesso itinerario del precedente fino sotto la morena: da qui si tagliano in costa i prati, si risale sotto una fascia rocciosa e si raggiunge il margine meridionale del ripiano da cui scendono le cascate di Fellaria. Da questa posizione, spettacolare per i grandiosi segni della presenza del ghiacciaio (rocce montonate, solchi, massi erratici) il percorso si snoda nella piana antistante la fronte, toccando i punti utilizzati dai glaciologi per effettuare le misure nel corso degli ultimi cinquant'anni. È così possibile ricostruire il drammatico ritiro che la lingua glaciale ha subito in questi ultimi decenni.
Molto scenografico, per la presenza di piccoli blocchi di ghiaccio che discendono la corrente, è il lago proglaciale che da alcuni anni caratterizza la fronte in sinistra idrografica. Il laghetto, recentemente ampliatosi, ha intaccato una parte della lingua, provocando il crollo di estese porzioni di ghiaccio.

Accesso: da Sondrio (SS 38 dello Stelvi) si prende a sinistra per la Valmalenco; risalendola sulla sinistra idrografica si giunge a Lanzada. Si prosegue per Campo Franscia; da qui si raggiungono le dighe di Campo Moro e Alpe Gera. Parcheggiata l'auto alla base di quest'ultima, la si attraversa e si prende il sentiero per il Rifugio Bignami. Il tempo di percorrenza è di poco inferiore ad un'ora.

(a cura di Maria Emilia Peroschi e Flavio Cambieri)

 

 
Il sentiero Vittorio Sella al Ghiacciaio Ventina PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Emilia Peroschi   
Sabato 15 Marzo 2008 22:56
Creato nel 1992 dal Servizio Glaciologico Lombardo, il Sentiero Vittorio Sella conduce sotto la fronte del Ghiacciaio della Ventina. A solo un'ora di cammino dal caratteristico abitato di Chiareggio in Valmalenco, il Sentiero Glaciologico è percorribile da escursionisti di ogni età e, proprio grazie alla facilità di accesso, ha riscosso in questi anni un grande successo di pubblico, attirando migliaia di visitatori

La valle del Ventina, inoltre, è un vero e proprio "scrigno di natura" racchiuso nell'imponente ma raccolto anfiteatro di cime su cui svetta il Monte Disgrazia; oltre alle bellezze naturali, essa concentra in sé tutte le caratteristiche naturalistiche, geomorfologiche e botaniche dell'ambiente alpino d'alta quota. I rifugi Gerli (ex-Porro) e Ventina (1960 m) sono comodi punti di appoggio per una visita più completa della zona.

Il percorso è un anello di 4,5 km che, partendo dalla piana dell’AlpeVentina, si avvicina alla fronte delghiacciaio mantenendosi sul latodestro idrografico della valle;il rientroavviene dal lato sinistro. Su entrambi i versanti sono visibili i segni del passaggio del ghiacciaio: imponenti morene, rocce montonate, archi morenici frontali. Particolarmente importante è l’aspetto storico: le prime misure alla fronte risalgono al 1895. Gli archi morenici della Piccola Età Glaciale e le successive posizioni della fronte, segnalate dalle targhe, consentono di seguire le fasi di ritiro
del ghiacciaio negli ultimi secoli.

ACCESSO: da Sondrio (SS 38 dello Stelvio) si prende a sinistra per la Valmalenco, risalendola interamente fino a Chiesa Valmalenco. Qui si imbocca il ramo occidentale della valle in direzione S. Giuseppe - Chiareggio; la strada, superata la zona delle cave di serpentino, entra nella bellissima foresta di Senevedo, arrivando infine all'abitato di Chiareggio (1600 m). Si prende quindi la mulattiera per i Rifugi Gerli e Ventina, che si raggiungono in un'ora di cammino.

(a cura di Maria Emilia Peroschi e Flavio Cambieri)
Ultimo aggiornamento Sabato 08 Maggio 2010 21:12